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L'agente AI che usa il computer arriva sul Mac: cosa lasciargli fare in azienda
Durante l'evento Connect, Meta ha presentato Muse per Mac, un agente che può usare il computer al posto dell'utente: apre programmi, clicca, compila, esegue compiti. Secondo indiscrezioni riportate da diversi osservatori, Meta starebbe lavorando anche a un sistema di pagamento dedicato al suo agente. Gli agenti che usano il computer stanno diventando un prodotto per tutti.
Un agente che usa il computer è utilissimo per compiti ripetitivi e ben definiti, come raccogliere dati, compilare moduli o riordinare file. Va tenuto lontano, o sotto conferma, da tutto ciò che è irreversibile: pagamenti, invii a clienti, cancellazioni e accesso a dati sensibili.
Cosa sa fare un agente così
A differenza di un assistente che risponde a domande, questo tipo di agente agisce: guarda lo schermo, sceglie cosa fare e lo fa. Può copiare dati da un sito a un foglio di calcolo, compilare lo stesso modulo cento volte o preparare un report mettendo insieme informazioni da più programmi. Molte persone se lo troveranno sul computer prima ancora di sapere bene cosa sia.
Cosa affidargli
Compiti ripetitivi, con regole chiare e facili da controllare: trascrizioni, ricerche di informazioni pubbliche, compilazione di moduli interni, riordino di documenti, preparazione di bozze. Il criterio pratico è semplice: se un errore si nota subito e si corregge in un minuto, il compito è un buon candidato.
Cosa non affidargli (per ora)
Tutto ciò che non si può annullare o che coinvolge soldi e persone: pagamenti, email e messaggi ai clienti, cancellazioni, modifiche a dati importanti, accesso a informazioni riservate. In questi casi l'agente può preparare il lavoro, ma l'ultima parola resta a una persona. È la stessa prudenza che si usa con un nuovo collaboratore nelle prime settimane.